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mercoledì, aprile 14, 2010

O tempora o mores! Cazzuole dai facili costumi...

È passato un lustro dall’approvazione della legge sui “fallimenti immobiliari” e del decreto attuativo che ha dato le gambe alla legge per muoversi, decretata l’obbligatorietà per il costruttore di garantire l’acquirente (promissario) delle somme versate, definite le parti, i ruoli e le relazioni, istituito un fondo di solidarietà per le vittime dei crack immobiliari… detto tutto questo… a cinque anni di distanza ci auguriamo la fine delle “cazzuole dai facili costumi” di cui raccontiamo più avanti la storia e che nulla hanno a che fare con i costruttori e gli immobiliaristi virtuosi, che hanno un solo torto, quale?!

Allora persero una grande occasione. Avrebbero dovuto essere loro per primi a proporre e istituire un fondo di solidarietà per le vittime dei fallimenti immobiliari, perché?! Ma perché, oltre che scandaloso, questo fenomeno era ed è screditante per la categoria, i crack erano e sono annunciati - oggi forse più per la crisi economica - e rappresentano una parte così esigua nella compravendita immobiliare, l’1%, da poter essere tacitata attraverso un’autotassazione annua pro capite di piccola entità pari a 10/20.000 euro.

Quale effetto avrebbe sortito oggi, con un’offerta che supera la domanda?!La miglior campagna istituzionale possibile per la categoria dei costruttori e/o immobiliaristi italiani, che avrebbe cambiato la percezione mentale, nell’immaginario collettivo, dell’attività dell’operatore, troppo spesso associata - con motivazioni ideologiche - e strumentalizzata demagogicamente quale “speculatore”, “palazzinaro”, “razza padrona”…
Un’occasione persa! Questa legge fa giustamente ordine in materia e mette in discussione, nell’operazione immobiliare, i ricavi “netti” e quelli “sommersi” del singolo operatore, a meno che non venga elusa o resa inefficace dal costruttore ma anche dal promissario acquirente per motivi di opportunità economica. Opportunità che contrastano con gli interessi dello Stato e dei governi che devono “fare cassa”.

Oggi, con la crisi del sistema, si sarebbe costruito nei territori un’immagine qualificante e un appeal trasparente che avrebbe potuto anche muovere il mercato. Gli operatori si dibattono in una crisi nera, ma l’associazione di categoria Ance non pare rispondere ai bisogni dei piccoli e medi imprenditori che sono il nucleo maggioritario del comparto. L’Ance così manca di rappresentanza, schiacciata sulle posizioni del governo, con mille annunci barricaderi e nessuna azione programmatica che costituisca un nuovo sistema. Nel frattempo stanno cambiando rapidamente filosofie abitative e metodologie costruttive; avanzano finalmente parole d’ordine responsabili come “zero consumo del suolo”, ecosostenibilità ambientale ed Industria dell’Abitare. Raccogliere la sfida, comprendere la complessità delle trasformazioni in atto, aprire il dialogo con l’intera filiera, dare risposte forti e coraggiose è ormai un imperativo categorico.

In cinque anni è cambiato il mondo, la recessione è galoppante, ma l’immobiliare resta la miglior forma d’investimento per chiunque, a qualunque latitudine, se si ha il denaro per poterlo fare e il maggior numero di informazioni, oneste intellettualmente, per poter scegliere. Per cui se vogliamo far ripartire l’economia senza “consumare altro suolo”, valorizzando il territorio e le identità, non dobbiamo dimenticare i “circoli viziosi” del passato.

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HOUSE living and business

martedì, luglio 15, 2008

Quali agevolazioni sulla prima casa?

caro direttore
Sono una trentenne in procinto di acquistare la prima casa, a che agevolazioni ho diritto? Che documenti devo presentare al rogito?
Risponde l’avvocato G. in Monza.
Quando si acquista la prima casa si può godere di un regime fiscale agevolato che consente di pagare le imposte in misura inferiore di quelle ordinariamente dovute.
In particolare se il venditore è un privato non soggetto ad iva, l’agevolazione consiste nel pagamento dell’imposta di registro con aliquota ridotta al 3% invece del 7% per gli acquisti ordinari e le imposte ipotecaria e catastali in misura fissa di euro 168,00 ciascuna in luogo rispettivamente del 2% e dell’1%.
Chi invece compra da un impresa dovrà pagare l’iva del 4% oltre alle imposte ipotecaria e catastali in misura fissa di cui sopra se l’impresa che cede l’immobile è anche il costruttore del bene e se la vendita viene effettuata entro 4 anni dalla costruzione o ristrutturazione; se invece la cessione viene effettuata da impresa non costruttrice ovvero decorsi 4 anni dall’ultimazione dei lavori l’acquirente dovrà versare il 3% dell’imposta di registro oltre alle imposte in misura fissa.
Per usufruire delle agevolazioni il primo requisito è che l’acquisto riguardi una casa di abitazione non di lusso (per i criteri cfr. il Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969).
L’immobile da acquistare deve essere ubicato in un Comune ove l’acquirente sia già residente o in cui intende stabilirla entro 18 mesi dalla stipula o nel Comune dove l’acquirente svolge la sua attività principale.
Non è invece necessario che l’immobile sia destinato ad abitazione principale propria e/o dei propri familiari.
Da ultimo l’acquirente non deve essere proprietario nemmeno per quote su tutto il territorio nazionale di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata usufruendo dei benefici per l’acquisto della prima casa.
I requisiti di cui sopra e/o l’impegno a trasferire la residenza dovranno essere attestate dal Notaio con apposita dichiarazione da inserire nell’atto di acquisto.
Non sono necessarie formalità o documenti ulteriori.
scrivete a redazione@quicasa.it

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