Alle Redazioni giornalistiche, Associazioni, Istituti d’Arte, Accademie di Belle Arti, Università, Enti, Istituzioni, Comuni, Aziende, Architetti, Ingegneri, Artisti, Designer
COMUNICATO STAMPA
Ecohousing Art, opere e progetti per abitare gli spazi
1a EDIZIONE CONCORSO NAZIONALE PREMIO IMMOBILIARE 2010
Riservato a Junior e Senior Artisti - Designer - Architetti - Ingegneri
Premi, 30.000 Euro dai partners dell'Industria dell'Abitare
Cataloghi, 372 opere e progetti work in progress, per oltre 30.000 copie
Mostra, 252 ideecostruttive esposte a Milano nel settembre del 2010
House Company, con la 1a Edizione di “Ecohousing Art - Premio Immobiliare 2010”,
si è prefissata l’obiettivo di far mettere in gioco il processo creativo dei partecipanti
e far condividere e valutare in itinere il loro prodotto dagli utenti registrati al sito.
La finalità del concorso è promuovere l’affermazione di nuove idee e nuove eccellenze
per metterle in relazione con le realtà economiche e produttive dell’Industria dell’Abitare.
Partecipanti al Concorso: Junior e senior Artisti, Designer, Architetti Ingegneri.
Sezioni del Concorso: Arte, Design, Architettura Ingegneria.
Tema del Concorso: Il Concorso di Ideecostruttive vuole richiamare energie mentali, suggestioni dell’anima, competenze specifiche per la realizzazione di opere e progetti che promuovano l’Ecosistema nel suo equilibrio Uomo - Casa - Ambiente. Eco-co-Housing = Ecologica - Integrazione - Abitativa intesa come reale intreccio di equilibri indissolubili che coniugano la sostenibilità ambientale, l’integrazione tra natura e ambiente costruito, il benessere umano a livello fisico - psichico, con la “socialità domestica”: l’uomo è a casa propria nel mondo e il mondo si fa casa negli uomini. Per ogni sezione una declinazione del tema al fine di realizzare opere e progetti.
Giuria Popolare - Giuria Tecnica La votazione avviene attraverso un inedito meccanismo. House Company si è data l’obiettivo di far “mettere in gioco” agli utenti, Giuria Popolare, e alla Giuria Tecnica, formata da autorità, personaggi del mondo dell’Arte, dell’Architettura, del Design e del Real Estate, il processo creativo dei protagonisti partecipanti al Concorso di Ideecostruttive allo scopo di far condividere e valutare in itinere il prodotto della creatività Uomo-Casa-Ambiente attraverso 3 fasi: work in progress, award in progress, art show in progress.
Cataloghi Le “visioni” Ecohousing di artisti, designer, architetti e ingegneri. House Company produrrà e veicolerà un catalogo per ogni Sezione (372 opere e progetti) diffusi singolarmente, in un esclusivo cofanetto a tiratura limitata (30.000 copie) e numerata in abbinamento a Immobiliare 2010, la Guida all’Industria dell’Abitare.
Mostra 252 Ideecostruttive in mostra. Organizzata presso un importante spazio espositivo pubblico della città di Milano (sono al vaglio “Palazzo Reale” - “Triennale” - “Rotonda della Besana” - “Palazzo delle Stelline” - “Fiera di Milano”) e avrà luogo nel mese di settembre 2010.
Premi House Company e le Aziende partners del Concorso mettono in palio un montepremi complessivo di Euro 30.000,00 da suddividere tra i vincitori di ogni Sezione: Arte, Design, Architettura Ingegneria e Categoria: Junior e Senior. È inoltre previsto un ulteriore premio
“Menzione speciale - Premio della Critica” Giuria Tecnica, House Company, Aziende partners.
Eventi speciali Le migliori opere e progetti a concorso di tutte le sezioni e categorie saranno invitate a partecipare ad ulteriori iniziative organizzate per attrarre aziende potenziali sviluppatrici dei progetti e curatori, collezionisti e galleristi potenziali acquirenti delle opere d’arte.
Finalità del Concorso Si tratta di mettere l’accento sulla visione dell’ambiente naturale e dell’ambiente costruito come motore di una nuova economia. Una rivoluzione industriale basata su tecnologie pulite, efficienza energetica e fonti rinnovabili, risparmio di materia e di energia. La sfida ambientale, intesa come reale intreccio di equilibri indissolubili che coniugano la sostenibilità ambientale con l’integrazione tra natura e ambiente costruito, è una grande opportunità per l’Italia e per la sua economia. È necessario essere lungimiranti e indicare una strada per il futuro.
E non c’è altra via all’infuori di uno sviluppo di qualità. La modernizzazione ecologica dell’economia è decisiva per dare all’Italia uno sviluppo nuovo, forte, duraturo. Il meglio di sé, l’Italia, lo dà quando intreccia la cultura con l’impresa, l’ambiente naturale con l’ambiente costruito, l’innovazione con la tradizione, la tecnica con l’arte, il manufatto con il design.
Obiettivo del Concorso Non saranno i dazi a proteggerci e darci forza nella competizione internazionale, né la competizione al ribasso sul costo del lavoro, ma solo il saper produrre beni e servizi di qualità, la valorizzazione delle nostre vocazioni, delle nostre risorse, dei nostri talenti. Bisogna incoraggiare la ricerca e l’innovazione tecnologica per una riconversione ecologica dell’industria. È prioritario creare i presupposti perché artisti, artigiani, architetti, ingegneri, designer investano in creatività e talento e gli imprenditori investano su di loro. Oggi questi nuovi protagonisti possono rompere un comportamento distruttivo e irrompere nella realtà realizzando opere e progetti che promuovano l’Ecosistema nel suo equilibrio Uomo - Casa - Ambiente.
Ulteriori informazioni: www.ecohousing-art.it
Società organizzatrice: House Company srl - strategie marketing per la comunicazione - 0392499190
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giovedì, novembre 05, 2009
sabato, agosto 30, 2008
I single italiani, figli del baby boom, cercano casa
Ci sono i trentenni dietro la crescita fenomenale che il mercato del mattone ha messo a segno negli ultimi anni.
L'impennata dei prezzi (+ 18,6%) e delle compravendite (+45%) delle case, iniziata in Italia nel 1998, non può cioè essere spiegata solo con la crisi dei mercati azionari e i tassi minimi richiesti per accendere al mutuo.
La colpa dell'esplosione del mercato del mattone è anche dei figli del boom economico di fine anni '60, per l'appunto i trentenni di oggi. Meno di 40 anni, buona disponibilità economica, tante pretese (di comfort, estetica e spazio), preferisce i centri storici o le periferie con appeal archeologico-industriale (ma ben attrezzate).
E' l'identikit del single italiano che cerca casa, il nuovo soggetto immobiliare da coccolare. Conti alla mano, stiamo parlando (fonte Istat) di 6 milioni di persone che spendono circa 9 miliardi di euro l'anno, un budget pari a quello di una famiglia di 4 persone.
Ormai, un quarto delle compravendite immobiliari riguarda una persona che vive da sola: e se gli uomini prediligono il monolocale, le donne pur di comprare un appartamento più grande sono disposte a fare qualche sacrificio in più. Ambedue, invece, puntano sull'esclusività della zona, alla presenza di locali e alla vicinanza di bus e metro.
Niente porte, siamo single. La casa dei «non felicemente sposati» (per dirla alla Bridget Jones), rivoluziona il concetto tradizionale di abitazione. Nulla è più stabile e, soprattutto, niente è più come sembra. Cucine che entrano in salotto e vasche da bagno che troneggiano in camera da letto.
Quella dei single è veramente la “Casa delle libertà” dove tutto si può. Tanto vale, a questo punto, che la casa si adegui alle esigenze del nuovo modello unifamiliare. Ed è così che una miriade di architetti hanno messo nel dimenticatoio il tradizionale schema: salotto, cucina, bagno e letto.
Tutto lo spazio possibile nella casa di un single è utilizzato per la rappresentanza. Lo schema che più facilmente è richiesto è un grande salotto, una cucina piccola, bagno e camera da letto francescana, magari con una cabina armadio.
E se la casa è piccola? Non è una questione di spazio ma di proporzioni, per esempio è necessario in salotto ricavare una zona gioco, che può essere anche minuscola, perché il single ama lo stereo, la play-station, la tv ultimo modello e, se può permetterselo, l’home theatre.
Il single, a quanto pare, è anche un pò maniacale, nulla può essere lasciato al caso, l’illuminazione è studiata perfettamente, per non parlare del bagno, creato nei minimi dettagli con idromassaggio e piccola sauna.
Per i più audaci, poi, il bagno sconfina nella camera da letto: mi è capitato di sentire di vasche che fanno quasi da spalliera al letto, altro asset è la cabina armadio, il single tende a costruirsi un piccolo negozio dentro casa e vuole vedere tutti i suoi vestiti in esposizione. E' proprio la struttura tipica della casa italiana che più si scontra con le esigenze dei single: in quasi tutte le abitazioni che ho ristrutturato, mi è capitato di dover abbattere i muri per creare uno spazio unico».
Il trionfo del loft? Non proprio, in realtà si mantiene abbastanza la divisione tra zona notte e zona giorno, ma magari delimitandole con pareti che sono anche librerie o inserendo il blocco dei servizi tra una stanza e l’altra, più che un loft si può parlare di open space. Altro elemento vincente è lo spazio multifunzionale. La stessa cucina può diventare un ambiente dove si lavora durante il giorno, in cui alla sera si preparano manicaretti e nella notte ci si racconta la giornata con gli amici.
Il single, insomma, è tale solo sulla carta ma siccome soffre di solitudine ospita di continuo amici, fidanzate/i volanti, figli di precedenti matrimoni e quindi ha bisogno di creare diversi ambienti all’occorrenza.
Uno stesso soppalco può trasformarsi in studio e camera da letto per gli ospiti e l’intera casa non è un elemento statico ma un qualche cosa che si evolve, si arricchisce di oggetti acquistati nei viaggi, e che si modella sulle esigenze del momento.
A differenza della casa tradizionale, la casa di chi vive solo è trasformabile, si creano giacigli in ogni angolo e se si lavora in casa ogni stanza può essere mutata in uno studio momentaneo. Nella casa dei single nulla è lasciato al caso.
L’attenzione per i particolari è quasi maniacale, asciugamani, tappeti, pentole e stereo, tutto è perfetto e studiato con grande cura.
Non solo, il nomadismo diventa un concetto ricorrente, ecco spiegarsi il concetto di casa etnica, con mobili che vanno dal balinese al giapponese e che testimoniano, come un diario, la vita del single e le sue vacanze.
Giovanni Pivetta
Altri articoli di "L'editoriale" su QUICASA.IT
L'impennata dei prezzi (+ 18,6%) e delle compravendite (+45%) delle case, iniziata in Italia nel 1998, non può cioè essere spiegata solo con la crisi dei mercati azionari e i tassi minimi richiesti per accendere al mutuo.
La colpa dell'esplosione del mercato del mattone è anche dei figli del boom economico di fine anni '60, per l'appunto i trentenni di oggi. Meno di 40 anni, buona disponibilità economica, tante pretese (di comfort, estetica e spazio), preferisce i centri storici o le periferie con appeal archeologico-industriale (ma ben attrezzate).
E' l'identikit del single italiano che cerca casa, il nuovo soggetto immobiliare da coccolare. Conti alla mano, stiamo parlando (fonte Istat) di 6 milioni di persone che spendono circa 9 miliardi di euro l'anno, un budget pari a quello di una famiglia di 4 persone.
Ormai, un quarto delle compravendite immobiliari riguarda una persona che vive da sola: e se gli uomini prediligono il monolocale, le donne pur di comprare un appartamento più grande sono disposte a fare qualche sacrificio in più. Ambedue, invece, puntano sull'esclusività della zona, alla presenza di locali e alla vicinanza di bus e metro.
Niente porte, siamo single. La casa dei «non felicemente sposati» (per dirla alla Bridget Jones), rivoluziona il concetto tradizionale di abitazione. Nulla è più stabile e, soprattutto, niente è più come sembra. Cucine che entrano in salotto e vasche da bagno che troneggiano in camera da letto.
Quella dei single è veramente la “Casa delle libertà” dove tutto si può. Tanto vale, a questo punto, che la casa si adegui alle esigenze del nuovo modello unifamiliare. Ed è così che una miriade di architetti hanno messo nel dimenticatoio il tradizionale schema: salotto, cucina, bagno e letto.
Tutto lo spazio possibile nella casa di un single è utilizzato per la rappresentanza. Lo schema che più facilmente è richiesto è un grande salotto, una cucina piccola, bagno e camera da letto francescana, magari con una cabina armadio.
E se la casa è piccola? Non è una questione di spazio ma di proporzioni, per esempio è necessario in salotto ricavare una zona gioco, che può essere anche minuscola, perché il single ama lo stereo, la play-station, la tv ultimo modello e, se può permetterselo, l’home theatre.
Il single, a quanto pare, è anche un pò maniacale, nulla può essere lasciato al caso, l’illuminazione è studiata perfettamente, per non parlare del bagno, creato nei minimi dettagli con idromassaggio e piccola sauna.
Per i più audaci, poi, il bagno sconfina nella camera da letto: mi è capitato di sentire di vasche che fanno quasi da spalliera al letto, altro asset è la cabina armadio, il single tende a costruirsi un piccolo negozio dentro casa e vuole vedere tutti i suoi vestiti in esposizione. E' proprio la struttura tipica della casa italiana che più si scontra con le esigenze dei single: in quasi tutte le abitazioni che ho ristrutturato, mi è capitato di dover abbattere i muri per creare uno spazio unico».
Il trionfo del loft? Non proprio, in realtà si mantiene abbastanza la divisione tra zona notte e zona giorno, ma magari delimitandole con pareti che sono anche librerie o inserendo il blocco dei servizi tra una stanza e l’altra, più che un loft si può parlare di open space. Altro elemento vincente è lo spazio multifunzionale. La stessa cucina può diventare un ambiente dove si lavora durante il giorno, in cui alla sera si preparano manicaretti e nella notte ci si racconta la giornata con gli amici.
Il single, insomma, è tale solo sulla carta ma siccome soffre di solitudine ospita di continuo amici, fidanzate/i volanti, figli di precedenti matrimoni e quindi ha bisogno di creare diversi ambienti all’occorrenza.
Uno stesso soppalco può trasformarsi in studio e camera da letto per gli ospiti e l’intera casa non è un elemento statico ma un qualche cosa che si evolve, si arricchisce di oggetti acquistati nei viaggi, e che si modella sulle esigenze del momento.
A differenza della casa tradizionale, la casa di chi vive solo è trasformabile, si creano giacigli in ogni angolo e se si lavora in casa ogni stanza può essere mutata in uno studio momentaneo. Nella casa dei single nulla è lasciato al caso.
L’attenzione per i particolari è quasi maniacale, asciugamani, tappeti, pentole e stereo, tutto è perfetto e studiato con grande cura.
Non solo, il nomadismo diventa un concetto ricorrente, ecco spiegarsi il concetto di casa etnica, con mobili che vanno dal balinese al giapponese e che testimoniano, come un diario, la vita del single e le sue vacanze.
Giovanni Pivetta
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