lunedì, ottobre 06, 2008

è ufficiale:Berlusconi manda in pensione l’Ici, via l'Ici sulla prima casa e sulle relative pertinenze

La promessa fatta dal Governo Berlusconi è stata mantenuta: nel primo Consiglio dei Ministri, tenutosi a Napoli lo scorso 21 maggio, si è deciso di tagliare l'Ici, l'Imposta Comunale sugli Immobili.
L'azzeramento dell'imposta sulla prima casa sarà già operativo dal primo acconto di giugno: l'abolizione riguarderà anche le pertinenze come i garage, le cantine e le soffitte.
E chi ha già versato l'imposta con il 730? Nessun problema visto che il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti provvederà ad individuare dei meccanismi di compensazione.
Altro quesito che sorge spontaneo riguarda le tipologie di immobili che rientreranno nell'intervento deciso dal nuovo Governo: l'abolizione riguarderà le stesse categorie catastali previste dalla precedente legislatura.
Infatti verranno escluse dal provvedimento i castelli, le ville ed in generale le abitazioni di lusso, cioè quelle dimore che possiedono delle qualità particolari come ad esempio la metratura superiore a 160 mq, più di un ascensore, piscina o campo da tennis, rifiniture di pregio, porte in massello, soffitti a cassettoni o decorati (le caratteristiche di "lussuosità" sono definite da una tabella stilata da un decreto ministeriale del 1969).
Per quanto riguarda la compensazione dovuta ai Comuni, come conseguenza della perdita del gettito fiscale dell'Ici, essa verrà erogata in due tranche identiche in giugno ed in dicembre e sarà finanziata attraverso la riduzione di voci "di incremento di spesa discrezionale della spesa pubblica", contenute nel decreto milleproroghe.

Stefano Pulici

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mercoledì, ottobre 01, 2008

Le melodie di Vincenzo Zitello

Vincenzo Zitello: un nome una garanzia.
Non un semplice musicista ma un vero e proprio artista della musica. Sublimi melodie arrivano dal delicato pizzicare delle corde dell'arpa celtica, di cui ne è eccelso interprete.
Primo divulgatore e pioniere di questo strumento in Italia, dal 1976 si dedica al suo studio frequentando stage di cultura e musica bretone.
Ha lavorato con tanti interpreti della musica tra cui Franco Battiato.
Ascoltare ed ammirare Vincenzo Zitello nelle sue meravigliose performance è semplicissimo: si esibirà il 2 ottobre alle ore 18 a Desio, presso la sede dell'impresa Mauri-Zaverio (via dell'Industria 12) durante la celebrazione dell'ottantesimo compleanno dell'azienda. La manifestazione è gratuita e seguirà un rinfresco per gli ospiti.

Stefano Pulici

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martedì, settembre 30, 2008

L'impresa Mauri-Zaverio compie 80 anni


Per festeggiare, la storica azienda di Desio si “regala” un libro fotografico e una nuova sede

L'ARTE DEL COSTRUIRE: LA MAURI-ZAVERIO COMPIE 80 ANNI

All'interno della nuova sede, il 2 ottobre, un esclusivo evento con l'artista Armando Marrocco attraverso la scultura e le esibizioni d'arpa e pianoforte

Desio, 26/09/08. Verrà inaugurata il prossimo 2 ottobre alle 18.00, in viale dell’Industria 12, la nuova sede istituzionale dell’impresa Mauri-Zaverio, storica azienda edile di Desio.

Un evento importante, per festeggiare l’ottantesimo anniversario dell’impresa, fondata negli Anni 20 da Emilio Mauri e cresciuta fino a diventare oggi una delle più importanti realtà imprenditoriali della Brianza.

Gli 80 anni di storia della Mauri-Zaverio sono raccontati attraverso le pagine di un libro fotografico pubblicato per l'occasione, nel quale, attraverso le immagini dei cantieri e delle architetture, viene ripercorsa anche la storia della città di Desio, in cui l'azienda è nata, e dell’arte del costruire in Brianza.

La storia della Mauri Zaverio, infatti, si intreccia con quella della cittadina brianzola, dove, nel corso dei decenni, ha operato in parallelo sia nel campo industriale che in quello residenziale. Accanto a ville unifamiliari e case in edilizia pubblica, l'impresa Mauri ha realizzato opere di interesse pubblico come la Casa di riposo, parte del sistema fognario, il cinema Corallo, il complesso industriale della Fiat-Autobianchi, la nuova sede del Banco di Desio e, ultima in ordine di tempo ma non per importanza, la piazza principale dedicata a Don Giussani, dove è stato anche edificato l'intervento residenziale de "I Giardini del Porta". Senza dimenticare la Piaggio-Gilera di Arcore.

Il libro fotografico verrà presentato nel corso dell’inaugurazione della nuova sede, all'interno della quale saranno esposte alcune opere di Armando Marrocco, straordinario protagonista dell'arte contemporanea, in un percorso ricco di suggestioni.

"Dal segno al sogno: viaggio nell'incantamento": come l'impresa nel cui capannone si snoda il percorso espositivo, anche Marrocco "costruisce" e trasforma la materia, per farla diventare un sogno vivo e reale. Un viaggio non solo visivo, visto che il pubblico sarà accompagnato nel percorso da musiche d'arpa e pianoforte.

Le opere di Armando Marrocco resteranno esposte all'interno della nuova sede della Mauri Zaverio fino al 4 ottobre.

Alla serata d'inaugurazione saranno presenti Monsignor Elio Burlon e il sindaco di Desio Giampiero Mariani. Interverranno inoltre l'Onorevole Renato Farina, l'Assessore regionale alla Protezione Civile Massimo Ponzoni, il sindaco di Monza Marco Mariani, il sindaco di Seregno Giacinto Mariani, il presidente del Banco di Desio Agostino Gavazzi.

Per informazioni:
Pivetta Partners Srl - Daniela Garbillo/Roberto Canali
Tel. 039 2490038
marketing@pivettapartners.it

Armando Marrocco:
"Dal segno al sogno: viaggio nell'incantamento"
Un percorso espositivo ricco di suggestioni, un viaggio che parte dal tocco, dall'incisione, dalla materia per trasformarsi in immaginazione, fantasia, sogno e incantare lo spettatore.
Le opere in mostra attraversano le diverse espressioni artistiche di Armando Marrocco, dagli inizi negli Anni Sessanta sino a oggi, e sono il frutto delle continue sperimentazioni e commistioni tra diversi stili e materiali che ne hanno caratterizzato le varie fasi.

Tra le opere in mostra: Ego Sum, Ricordi dimenticati, I Guardiani del Tempio, Dimora dello sciamano

Note sull'artista
Armando Marrocco è nato nel 1939 a Galatina (Lecce). Dal 1960 al 1962 insegna scultura all'Istituto Statale di Lecce. Nel 1961 presenta la sua prima personale. Nel 1963 si trasferisce a Milano dove si inserisce nell'ambiente artistico collaborando con architetti e urbanisti. Da alcune attenzioni classiche la sua ricerca si sposta progressivamente verso l'area tecnologica e quindi nel recupero dei materiali e della "poetica" ad essi collegata, fino alle recentissime ambientazioni. Ha partecipato con le sue opere a rassegne e personali in tutta Europa e diverse sue sculture fanno parte dell'iconografia di importanti chiese e luoghi di culto in Italia e nella Città del Vaticano.

Ego Sum (resina, cm 260x183x40, 2006), una delle opere di Armando Marrocco in mostra a Desio dal 2 al 4 ottobre

SCHEDA EVENTO
"Dal segno al sogno: viaggio nell'incantamento"
Inaugurazione: Giovedì 2 ottobre, 18.00 - 21.00 - Viale dell'Industria 12 - Desio
La mostra delle opere di Armando Marrocco proseguirà nelle giornate di venerdì 3 e sabato 4 ottobre, dalle 9 alle 18.
L'ingresso alla mostra è gratuito.

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giovedì, settembre 11, 2008

Mutui: quante variabili?

Il mercato dei mutui offre una moltitudine di prodotti che si differenziano per la composizione della rata, cioè se variabile o fissa, per lo spread deciso dall'istituto di credito e per la durata del rimborso del finanziamento.
Una delle variabili da valutare è sicuramente il piano di ammortamento, cioè quella parte del contratto nella quale il cliente e la banca si accordano sulla formula matematica da utilizzare per definire le rate periodiche che dovranno essere pagate per rimborsare il capitale e gli interessi che su questo capitale sono maturati. Esistono diverse tipologie di piani di ammortamento.
Il più "comune" è quello francese, nel quale la rata è costante, uniforme nel tempo. All'inizio del rimborso la rata è composta da una quota interessi più alta della quota capitale, ma il mix tra le due si modifica con il tempo: la quota interessi cala e via via cresce quella capitale. Nell'ammortamento all'italiana invece la quota capitale è costante e varia la quota interessi.
Meno conosciuti sono l'ammortamento americano e quello tedesco.
Il primo prevede due voci: infatti il rimborso degli interessi e quello del capitale sono distinti. Si hanno così due tassi, uno per gli interessi sul capitale (la quota capitale resta invariata per tutta la durata dell'ammortamento) e uno associato alla remunerazione di un piano di accumulo con il quale il cliente crea un fondo che sarà utilizzato per ripagare il capitale iniziale.
Il secondo invece è un ammortamento con interessi anticipati: all'inizio si pagano rate composte solo di interessi e in seguito si paga il capitale.

Stefano Pulici

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Dopo asta: come è tassato il decreto?

Caro direttore
A seguito di un’asta giudiziaria una persona fisica è rimasta aggiudicataria di una casa per una civile abitazione, il cui esecutato era una persona fisica. Il decreto di trasferimento potrà essere tassato tenendo conto del valore catastale e non di quello di aggiudicazione?

Il meccanismo cui allude il lettore consiste, come noto, nella possibilità, prevista dalla Finanziaria del 2006, di assolvere - su richiesta della parte acquirente resa al notaio - le imposte di registro, ipotecaria e catastale con riferimento al valore catastale dell'immobile 'rivalutato' secondo determinati moltiplicatori e coefficienti, quando sia oggetto di cessione a favore di persone fisiche che non agiscano nell'esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali, ed abbia caratteristiche di immobile ad uso abitativo e relative pertinenze.
Tale particolare modalità di definizione della base imponibile è stata introdotta dal legislatore per contrastare il fenomeno della occultazione degli effettivi corrispettivi e/o valori da dichiarare negli atti negoziali, e per consentire nel contempo la emersione dei reali valori di mercato degli immobili.
Di guisa che il meccanismo illustrato risulta incongruo rispetto agli atti giudiziari in generale e comunque rispetto ad atti e provvedimenti (come quello di cui al caso prospettato) che presuppongono l'esperimento di gare ed aste pubbliche o che sono perfezionati o emanati in sede di espropriazione forzata.
Ciò in quanto non è di fatto concepibile in riferimento ad essi che possa mai darsi luogo ad una sottoesposizione di corrispettivi e/o di valori rispetto a quelli reali, in considerazione della trasparenza e della garanzia di autenticità di tutti i segmenti in cui quei procedimenti si articolano.
In particolare poi nei procedimenti di espropriazione forzata immobiliare le imposte trovano applicazione rispetto ad un 'prezzo di aggiudicazione', e non già ad un 'valore' (come invece richiesto per il meccanismo accennato). Di questo si trova conferma anche nelle risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate del 17/5/2007 n. 102/E e del 1°/6/2007 n. 121.

a cura di “Comprar casa senza rischi”
Associazione di notai

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sabato, agosto 30, 2008

Enti locali: abolizione Ici, come recuperare fondi?

Se da un lato l'abolizione dell'Ici, l'Imposta Comunale sugli Immobili, ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli italiani, coscienti di risparmiare una cifra che, visto il terrificante periodo economico, è da considerarsi per molte realtà importante, dall'altro non ha fatto di certo sorridere gli Enti Locali.
Questo perché l'abolizione dell'Ici ha delle conseguenze che certo non possono rimanere inosservate.
Innanzitutto la tassa comunale è la fonte principale del finanziamento delle amministrazioni locali, le quali aspettano ancora di sapere come gli verrà restituita la somma di denaro di "vitale" importanza per la gestione dei servizi essenziali ai cittadini.
In secondo luogo, se come sembra probabile, per restituire agli enti territoriali le risorse venute a mancare con il provvedimento si utilizzerà una compartecipazione all'Irpef, l'imposta comunale verrebbe sostituita da un trasferimento dallo stato centrale, contrastando così il principio di federalismo fiscale.
Tali conseguenze sono un problema che i sindaci dei numerosissimi Comuni Italiani non intendono sottovalutare poiché i canali alternativi delle amministrazioni locali per raccogliere denaro non sembrano vie molto percorribili.
Inoltre tolta l'Ici, i Comuni spiegano che verrebbe a mancare l'unico vero strumento di imposizione fiscale che essi hanno a disposizione, riducendo in maniera significativa l'autonomia degli Enti Locali.

Stefano Pulici

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I single italiani, figli del baby boom, cercano casa

Ci sono i trentenni dietro la crescita fenomenale che il mercato del mattone ha messo a segno negli ultimi anni.
L'impennata dei prezzi (+ 18,6%) e delle compravendite (+45%) delle case, iniziata in Italia nel 1998, non può cioè essere spiegata solo con la crisi dei mercati azionari e i tassi minimi richiesti per accendere al mutuo.
La colpa dell'esplosione del mercato del mattone è anche dei figli del boom economico di fine anni '60, per l'appunto i trentenni di oggi. Meno di 40 anni, buona disponibilità economica, tante pretese (di comfort, estetica e spazio), preferisce i centri storici o le periferie con appeal archeologico-industriale (ma ben attrezzate).
E' l'identikit del single italiano che cerca casa, il nuovo soggetto immobiliare da coccolare. Conti alla mano, stiamo parlando (fonte Istat) di 6 milioni di persone che spendono circa 9 miliardi di euro l'anno, un budget pari a quello di una famiglia di 4 persone.
Ormai, un quarto delle compravendite immobiliari riguarda una persona che vive da sola: e se gli uomini prediligono il monolocale, le donne pur di comprare un appartamento più grande sono disposte a fare qualche sacrificio in più. Ambedue, invece, puntano sull'esclusività della zona, alla presenza di locali e alla vicinanza di bus e metro.
Niente porte, siamo single. La casa dei «non felicemente sposati» (per dirla alla Bridget Jones), rivoluziona il concetto tradizionale di abitazione. Nulla è più stabile e, soprattutto, niente è più come sembra. Cucine che entrano in salotto e vasche da bagno che troneggiano in camera da letto.
Quella dei single è veramente la “Casa delle libertà” dove tutto si può. Tanto vale, a questo punto, che la casa si adegui alle esigenze del nuovo modello unifamiliare. Ed è così che una miriade di architetti hanno messo nel dimenticatoio il tradizionale schema: salotto, cucina, bagno e letto.
Tutto lo spazio possibile nella casa di un single è utilizzato per la rappresentanza. Lo schema che più facilmente è richiesto è un grande salotto, una cucina piccola, bagno e camera da letto francescana, magari con una cabina armadio.
E se la casa è piccola? Non è una questione di spazio ma di proporzioni, per esempio è necessario in salotto ricavare una zona gioco, che può essere anche minuscola, perché il single ama lo stereo, la play-station, la tv ultimo modello e, se può permetterselo, l’home theatre.
Il single, a quanto pare, è anche un pò maniacale, nulla può essere lasciato al caso, l’illuminazione è studiata perfettamente, per non parlare del bagno, creato nei minimi dettagli con idromassaggio e piccola sauna.
Per i più audaci, poi, il bagno sconfina nella camera da letto: mi è capitato di sentire di vasche che fanno quasi da spalliera al letto, altro asset è la cabina armadio, il single tende a costruirsi un piccolo negozio dentro casa e vuole vedere tutti i suoi vestiti in esposizione. E' proprio la struttura tipica della casa italiana che più si scontra con le esigenze dei single: in quasi tutte le abitazioni che ho ristrutturato, mi è capitato di dover abbattere i muri per creare uno spazio unico».
Il trionfo del loft? Non proprio, in realtà si mantiene abbastanza la divisione tra zona notte e zona giorno, ma magari delimitandole con pareti che sono anche librerie o inserendo il blocco dei servizi tra una stanza e l’altra, più che un loft si può parlare di open space. Altro elemento vincente è lo spazio multifunzionale. La stessa cucina può diventare un ambiente dove si lavora durante il giorno, in cui alla sera si preparano manicaretti e nella notte ci si racconta la giornata con gli amici.
Il single, insomma, è tale solo sulla carta ma siccome soffre di solitudine ospita di continuo amici, fidanzate/i volanti, figli di precedenti matrimoni e quindi ha bisogno di creare diversi ambienti all’occorrenza.
Uno stesso soppalco può trasformarsi in studio e camera da letto per gli ospiti e l’intera casa non è un elemento statico ma un qualche cosa che si evolve, si arricchisce di oggetti acquistati nei viaggi, e che si modella sulle esigenze del momento.
A differenza della casa tradizionale, la casa di chi vive solo è trasformabile, si creano giacigli in ogni angolo e se si lavora in casa ogni stanza può essere mutata in uno studio momentaneo. Nella casa dei single nulla è lasciato al caso.
L’attenzione per i particolari è quasi maniacale, asciugamani, tappeti, pentole e stereo, tutto è perfetto e studiato con grande cura.
Non solo, il nomadismo diventa un concetto ricorrente, ecco spiegarsi il concetto di casa etnica, con mobili che vanno dal balinese al giapponese e che testimoniano, come un diario, la vita del single e le sue vacanze.

Giovanni Pivetta

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mercoledì, agosto 27, 2008

Immobili di lusso: nessuna crisi per Milano


Negli ultimi mesi dell'anno appena passato e nei primi del 2008, il mercato immobiliare, a livello nazionale, vive all'insegna della stabilità.
Restringendo il campo alla città di Milano, il trend segue perfettamente quello di tutta la penisola: un ciclo immobiliare che rallenta, si stabilizza in genere ed in alcuni casi va in negativo.
Ma veramente tutto il settore residenziale vive questa, diciamo, "crisi"? No, c'è una piccola nicchia del segmento che sembra essere immune da tutto ciò che succede nel mercato degli immobili: è quello delle abitazioni esclusive o, se preferite, delle case di lusso. Innanzitutto chiariamo che cosa si intende per immobili di pregio: sono abitazioni il cui valore di compravendita al mq. è maggiore di 7.000 euro, oppure il cui canone di locazione è superiore ai 250 euro al mq.
Certamente, in questo caso, più che di case si parla di magioni, ville, attici e superloft.
Se come già detto il mercato nel suo insieme a Milano vede i prezzi del mattone ormai fermi, le quotazioni degli alloggi di lusso continuano a salire: addirittura del 15% in un anno.
I dati, forniti da una indagine effettuata da Tirelli & Partner e Nomisma, evidenziano come la domanda di residenze pregiate rispetto ai primi mesi del 2007 non abbia subito alcun tipo di rallentamento, addirittura risulta difficile trovare alloggi sufficienti per soddisfare la domanda: boom confermato anche dai costruttori, in quanto la domanda di residenze di altissimo livello non accenna a diminuire e oramai è quasi impossibile soddisfarla ristrutturando gli immobili del centro.
Logica conseguenza la crescita dei prezzi per gli alloggi d’élite.
Ma come si struttura la domanda delle abitazioni di fascia "top"?
La tipologia prediletta dagli acquirenti della città meneghina sembra privilegiare appartamenti inseriti in stabili d’epoca nell’ambito di contesti silenziosi.
Si preferiscono abitazioni di taglio medio-grande (200 mq.), nuove o ristrutturate, dotate di garage e terrazza panoramica. Particolarmente apprezzati sono i piani alti.
Ma dove sono ubicate le zone di "lusso" nel capoluogo lombardo?
Sono l'area del Quadrilatero della moda, via della Spiga, via Montenapoleone e via S. Andrea, quella del centro storico, le aree Brera-Garibaldi, Magenta, Marin-Giardini-Duse e quelle Residuali.
Ed i prezzi? Roba da capogiro: per acquistare una residenza esclusiva a Milano sono necessari, in media, oltre 9.300 euro al mq, con un'oscillazione che va dai 6.000 euro al mq. nelle zone Residuali fino ai 14.500 euro al mq. del Quadrilatero.

Stefano Pulici

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Ristrutturare: e la detrazione?


Caro direttore,
ho iniziato i lavori per cambiare gli infissi della mia villetta al mare. E’ possibile detrarre dall’IRPEF le spese anche se i lavori non sono ancora terminati?
É detraibile dall'IRPEF una quota pari al 55% per le spese documentate sostenute entro il 31 dicembre 2010 relative ad interventi di sostituzione di infissi in qualsiasi tipo di edificio, fino ad un valore di 60.000 euro. Un recente decreto ha stabilito che questa detrazione è usufruibile anche per gli interventi iniziati ma non conclusi entro la fine del 2007 e solo, ovviamente, per le spese fatturate entro il 31 dicembre 2007. In tal caso, per poter usufruire della detrazione, è necessario che l’intervento risponda ai requisiti di legge, che sia asseverato da un tecnico abilitato e che venga inviata la comunicazione di fine lavori all’Enea entro 90 giorni (e non più 60) dal termine degli stessi.


Devo vendere una casa il cui preliminare è stato fatto a dicembre 2007. Ora l’acquirente mi chiede la certificazione degli impianti per concludere la vendita davanti al notaio a mie spese. Come devo comportarmi? L’acquirente vorrebbe acquistarlo per poi affittarlo: è necessaria lo stesso tale documentazione?
Con riferimento ai preliminari firmati prima del 27 marzo 2008 che non contengano l’espressa garanzia di chi vende circa la conformità degli impianti, è preferibile ritenere non applicabili i nuovi obblighi introdotti dal DM 37/2008 in quanto, nel silenzio del contratto, è meglio credere che l’acquirente si sia impegnato ad acquistarli “nello stato di fatto” in cui questi si trovano al momento del compromesso. Quindi, l’atto di vendita non dovrà riportare alcuna garanzia da parte del venditore né dovrà esservi allegata la dichiarazione di conformità o rispondenza. Il citato DM si occupa anche dei contratti di locazione disponendo che copia della documentazione che attesta la conformità degli impianti prevista per la vendita dell’immobile, sia consegnata anche al soggetto che utilizza, a qualunque titolo, l’immobile e, dunque, anche all’inquilino. Come tutti gli obblighi previsti dal DM 37/2008 anche questo, tuttavia, è considerato liberamente derogabile dalle parti mediante espressa pattuizione.

a cura di “Comprar casa senza rischi”
Associazione di notai

Scrivete a redazione@quicasa.it

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lunedì, luglio 28, 2008

Effetto Expo: "notevoli benefici per Milano"


Milano è la città che ospiterà l'edizione del 2015 dell'Expo. Ovviamente le conseguenze si ripercuoteranno sul mercato immobiliare milanese e della provincia.
Per capire meglio l'andamento del mercato nella città meneghina abbiamo intervistato Antonio Pastore, presidente di Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano.
Secondo Pastore "in linea di principio è presumibile che il mercato immobiliare milanese trarrà notevoli benefici dall’assegnazione dell’Expo 2015 al capoluogo lombardo. Benefici che diverranno più evidenti negli anni a ridosso della manifestazione.
L’ “effetto Expo” diverrà tanto più tangibile quanto più ci si avvicinerà all’evento e, per quanto diverse zone della città probabilmente ne trarranno beneficio, sarà soprattutto il Rhodense, teatro della manifestazione, a catalizzare gran parte degli effetti, sia dal punto di vista dei prezzi degli immobili che dello sviluppo infrastrutturale.
E’ pertanto ragionevole ipotizzare che l’apporto dell’Expo alla crescita dei prezzi degli immobili non sarà di minor rilevanza. Con l’avvicinarsi dell’evento è lecito attendersi anche una crescita dei canoni di locazione."
Vista l'enorme mole di visitatori che si riverserà nel territorio milanese e non solo, "ci si attende da una parte il potenziamento delle principali vie di comunicazione esistenti (rete ferroviaria, rete autostradale, rete della metropolitana milanese, sistema aeroportuale) e dall’altra la creazione di nuove infrastrutture capaci di realizzare una piena integrazione tra il territorio milanese e quello del Rhodense.
Il risultato di questi sforzi si concretizzerà nell’abbattimento delle tradizionali dicotomie centro-periferia e città-provincia per arrivare alla realizzazione di una continuità territoriale, economica e sociale tra centro città, zone periferiche e comuni della provincia”. Per quando riguarda i due poli fieristici, essi si rivaluteranno in quanto "la Fiera, da sempre simbolo della dinamicità e della produttività della città, ha saputo attribuire una nuova centralità ed una nuova vocazione ad un territorio contraddistinto da forti potenzialità, fino ad oggi rimaste parzialmente inespresse."
Concludendo Pastore spiega che "probabilmente dovremo aspettare ancora qualche anno per capire in che modo gli investitori privati abbiano tratto giovamento dall’assegnazione dell’Expo a Milano.
Con ogni probabilità nel breve periodo saranno i costruttori a beneficiare maggiormente di questa assegnazione."

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Norma impianti: e io che faccio?


Ho letto che è entrato in vigore un decreto sulla sicurezza degli impianti che obbliga il venditore a garantirne la conformità. Dal momento che vorrei vendere la mia casa ma i suoi impianti non sono “a norma”, prima della vendita sono obbligato a metterli a norma?
Sì. È bene ricordare che l’obbligo di mettere a norma gli impianti vige già dal 1990 e sul punto la nuova normativa non ha innovato. Peraltro anche se gli impianti non sono a norma, la sua casa è vendibile.
Se il suo futuro acquirente è d’accordo non deve provvedere ad adeguare gli impianti alle leggi vigenti. È opportuno, comunque, regolamentare gli obblighi reciproci tra le parti, anche in relazione alle garanzie sulla sicurezza degli impianti, già in sede di contratto preliminare onde evitare pesanti sanzioni pecuniarie.
Data la complicata legislazione è sempre più consigliabile fare in modo che il contratto preliminare, dal quale sorgono obblighi vincolanti per le parti, venga preparato da professionisti esperti nel settore.
Ho firmato un contratto preliminare per vendere il mio laboratorio di pellame e, nella certezza di avere le dichiarazioni di conformità che mi aveva rilasciato l’impresa installatrice, ho garantito che gli impianti in esso contenuti sono conformi alle norme di sicurezza. Adesso, però, mi sono accorto di avere perso queste dichiarazioni e devo andare dal notaio per firmare l’atto di vendita. Cosa posso fare?
Gli obblighi previsti sulla sicurezza degli impianti valgono per la vendita di ogni tipo di immobile, residenziale, commerciale e di qualsiasi altra natura e, quindi, anche per la vendita del suo laboratorio.
Per gli impianti installati prima del 26 marzo 2008, se la dichiarazione di conformità (o una sua fotocopia) si è smarrita, è possibile sostituirla con una dichiarazione di rispondenza predisposta da un professionista a ciò abilitato.
Questa dichiarazione sarà allegata all’atto di vendita del suo laboratorio al posto della dichiarazione di conformità.

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giovedì, luglio 24, 2008

Acquisto la seconda casa: a chi la intesto?


Caro direttore Sono in regime di comunione dei beni ed intestatario dell'appartamento in cui viviamo. Ora vorremmo acquistare un secondo appartamento: è possibile intestarlo a mia moglie come prima casa? In caso contrario, meglio come seconda casa o intestarla a mio figlio maggiorenne?

In tema di comunione legale, l’art. 177, comma 1, lett. a) del Codice Civile stabilisce che gli acquisti compiuti dai coniugi, insieme o separatamente, costituiscono oggetto della comunione.
L’Agenzia delle Entrate con la circolare 38/E del 2005 ha stabilito che le agevolazioni previste nel caso di acquisto di prima casa spettino distintamente a ciascun coniuge, in ragione del 50 % e che pertanto i requisiti per poter godere del beneficio fiscale (IVA o Imposta di Registro con aliquota ridotta) vadano valutati in capo a ciascun soggetto.
Seppure il quesito del lettore non lo precisi, dobbiamo presumere che già l’immobile che rappresenta l’attuale abitazione del nucleo familiare, ancorché intestato al solo marito, rientri nel regime di comunione legale.
In tale ipotesi nessun ulteriore beneficio di riduzione di aliquota fiscale spetta ai coniugi in caso di acquisto del secondo appartamento.
La scelta per l’intestazione della nuova casa al figlio maggiorenne appare soluzione troppo radicale e meriterebbe un approfondimento sia sulla situazione reddituale del figlio sia sui profili successori se esistono altri figli non maggiorenni.

Luca Ruggieri – Studio Zafarana (Milano) a cura della Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano

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Il mercato sul “ramo del lago di”... Lecco


L'eco della vittoria di Milano alla candidatura per l'assegnazione dell'Expo 2015 riecheggia anche tra le bellezze dei monti che fanno da cornice alla splendida Lecco: monti storici, ricchi di poesia, citati dal Manzoni ne "I Promessi Sposi".
Anche a Lecco l'ormai noto fattore Expo si farà sentire: sì perché la provincia del Lario, insieme ai cugini comaschi dovrà rimboccarsi le maniche per guadagnare l'attenzione del grande flusso di turisti che fra 7 anni si riverseranno in Lombardia.
Il lago del Lario offre bellezze uniche, come lo splendido promontorio di Bellagio e le numerose ville storiche: valorizzarle significherà costruire e rivedere l'offerta di ricezione, alberghi e servizi di ospitalità, progetti per attirare i turisti, proporre un marketing plan adeguato e potenziare le infrastrutture che collegano il lago alle altre grandi città lombarde. Un'occasione che Lecco non può lasciarsi sfuggire, una vetrina per farsi conoscere al mondo. Ovviamente è ancora presto per stimare come l’immobiliare verrà influenzato dall'esposizione universale.
Oggi com'è l'andamento del mercato immobiliare lecchese? Si può affermare che sta diventando piuttosto problematico, le compravendite stanno andando al rallentatore: soprattutto il mercato per l'acquisto della prima casa è in discesa rispetto ai primi mesi del 2007.
Un trend simile a quello che si sta verificando in tutta Italia, un rallentamento causato dagli ormai noti aumenti dei prezzi e dal rincaro dei mutui.
Sembra invece reggere il mercato delle seconde case, o case vacanza, in quanto hanno un mercato a sé. In questo momento l'acquisto di nuove costruzioni è prediletto rispetto a quelle usate, a causa sempre dei prezzi troppo elevati.
E sempre proposito di prezzi è difficile esprimere con precisione il costo medio degli immobili, in quanto, per proporre, un corretto valore di mercato di un edificio, occorre considerare diversi fattori come la posizione rispetto al centro urbano, la presenza di servizi di pubblico trasporto e la distanza da infrastrutture in genere.
Da non trascurare anche la luminosità, l'eventuale panoramicità, il verde pubblico ed il livello del piano di appartenenza.
Generalizzando si può dire comunque che i prezzi rispecchiano l'andamento del mercato nazionale, stabili con una lieve tendenza al ribasso.
Per quanto riguarda i tempi di compravendita, essi si sono allungati fino a sei mesi. Questo perché le persone fanno molte visite e vedono diverse soluzioni prima di acquistare.

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sabato, luglio 19, 2008

Via l’amministratore, come facciamo?

Caro direttore
Scrivo a nome della maggioranza dei condomini di un piccolo complesso (in totale una ventina di appartamenti). Nel nostro condominio, di recente costruzione, abbiamo avuto diversi problemi con l’attuale Amministratore che ci siamo ritrovati, dal momento che era stato scelto dall’impresa costruttrice. Ormai sono due anni che non ci fornisce delle risposte chiare in merito ad alcuni problemi sorti appunto con l’impresa. La maggioranza dei condomini è arrivata quindi alla decisione di cambiare amministratore. Ci chiediamo però che cosa dobbiamo fare per eleggerne un altro? Quali sono le procedure corrette? Come dobbiamo comunicare la nostra decisione al vecchio amministratore?
Abbiamo rivolto il quesito ad un un avvocato. Ecco il suo parere in merito.
Ai sensi dell'art. 1129 c.c. 2° c. , "l'amministratore dura in carica un anno e può essere revocato in ogni tempo dall'assemblea".
Pertanto, per poter nominare un nuovo amministratore è sufficiente convocare l'assemblea straordinaria con oggetto la nomina di nuovo amministratore. Per poter convocare l'assemblea è necessario che tutti i condomini siano avvisati a mezzo di raccomandata a.r., poiché l'assemblea delibera regolarmente solo se tutti i condomini hanno avuto avviso della convocazione e dell'oggetto dell'assemblea.
In caso di forte litigiosità ed impossibilità alla nomina di nuovo amministratore è possibile ottenere la nomina attraverso l'intervento dell'autorità giudiziaria, mediante ricorso al Tribunale con indicati i motivi che impediscono di nominare un nuovo amministratore.
In sede assembleare devono essere proposte dei nomi di possibili successori del precedente amministratore e in seguito si vota.

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Expo 2015: ecco la “nuova” Milano

L'Italia batte la Turchia. E non è una partita di calcio. Si tratta della sfida per l'assegnazione dell'Expo del 2015.
Milano si è aggiudicata l'esposizione internazionale a discapito di Smirne, terza città della Turchia. La città meneghina da subito inizia a sentire gli effetti di questa assegnazione: l'Expo cambierà il volto di Milano.
Infatti saranno stanziati 4 miliardi di euro per la realizzazione di nuovi padiglioni alla fiera di Rho-Pero. Tra le costruzioni una torre alta almeno 200 metri che sarà il simbolo della manifestazione: ben al di sopra delle guglie del Duomo, il doppio rispetto al Pirellone.
Farà concorrenza ad altre tre torri che sorgeranno nei vecchi padiglioni della fiera.
Ma la città cambierà il suo volto grazie anche a due itinerari, uno via terra e uno via acqua, che utilizzerà i Navigli, collegando la città al quartiere dell'Expo vero e proprio: 110 ettari, la metà a verde, dove sorgeranno i padiglioni, il grande ponte, il villaggio, e piazza Italia. Nel quartiere delle Varesine, vicino alla stazione Garibaldi, sono previste abitazioni, un grattacielo con uffici, la nuova sede della Regione Lombardia, un centro espositivo e 5 alberghi.
Il nuovo quartiere Santa Giulia, dell’architetto inglese Foster, avrà 1700 alloggi e una promenade commerciale. Molte le strutture previste per accogliere i 29 milioni di turisti attesi per l'evento.
Ma in termini economici che benefici porterà una manifestazione globale? Il maggiore beneficio, stando ai dati della Camera di commercio di Milano, sarà a carico del settore alberghiero e turistico con un incremento previsto attorno al 25%, seguito dal settore immobiliare (15,1%) e quello delle costruzioni (13,5%).
In valore assoluto, però, è dal commercio che si attende il gettito maggiore, con un aumento del fatturato di 14,5 miliardi, quasi 12 miliardi il manifatturiero, oltre 8 miliardi i servizi alle imprese, quasi 4 miliardi le costruzioni, 3,5 miliardi l'immobiliare.
A proposito di immobiliare, quale sarà l'effetto dell'Expo sul mercato degli immobili? I nuovi collegamenti, soprattutto le nuove linee metropolitane comporteranno un apprezzamento degli edifici.
Tutti gli esperti del settore concordano nel dire che l'evento contribuirà ad innalzare il valore degli immobili.
Inizialmente nel biennio 2008-2009 l'effetto Expo manterrà stabili i valori attuali, ma dal 2010-2011 inizierà una rivalutazione del mercato.
Ora le stime sono abbastanza premature ma la maggior fibrillazione dell'immobiliare avverrà negli ultimi due anni a ridosso della manifestazione, grazie anche alla mole di investimenti che arriveranno dall'estero.

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martedì, luglio 15, 2008

Quali agevolazioni sulla prima casa?

caro direttore
Sono una trentenne in procinto di acquistare la prima casa, a che agevolazioni ho diritto? Che documenti devo presentare al rogito?
Risponde l’avvocato G. in Monza.
Quando si acquista la prima casa si può godere di un regime fiscale agevolato che consente di pagare le imposte in misura inferiore di quelle ordinariamente dovute.
In particolare se il venditore è un privato non soggetto ad iva, l’agevolazione consiste nel pagamento dell’imposta di registro con aliquota ridotta al 3% invece del 7% per gli acquisti ordinari e le imposte ipotecaria e catastali in misura fissa di euro 168,00 ciascuna in luogo rispettivamente del 2% e dell’1%.
Chi invece compra da un impresa dovrà pagare l’iva del 4% oltre alle imposte ipotecaria e catastali in misura fissa di cui sopra se l’impresa che cede l’immobile è anche il costruttore del bene e se la vendita viene effettuata entro 4 anni dalla costruzione o ristrutturazione; se invece la cessione viene effettuata da impresa non costruttrice ovvero decorsi 4 anni dall’ultimazione dei lavori l’acquirente dovrà versare il 3% dell’imposta di registro oltre alle imposte in misura fissa.
Per usufruire delle agevolazioni il primo requisito è che l’acquisto riguardi una casa di abitazione non di lusso (per i criteri cfr. il Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969).
L’immobile da acquistare deve essere ubicato in un Comune ove l’acquirente sia già residente o in cui intende stabilirla entro 18 mesi dalla stipula o nel Comune dove l’acquirente svolge la sua attività principale.
Non è invece necessario che l’immobile sia destinato ad abitazione principale propria e/o dei propri familiari.
Da ultimo l’acquirente non deve essere proprietario nemmeno per quote su tutto il territorio nazionale di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata usufruendo dei benefici per l’acquisto della prima casa.
I requisiti di cui sopra e/o l’impegno a trasferire la residenza dovranno essere attestate dal Notaio con apposita dichiarazione da inserire nell’atto di acquisto.
Non sono necessarie formalità o documenti ulteriori.
scrivete a redazione@quicasa.it

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La "selezione naturale" degli immobili


Nel 1859 Charles Darwin elaborò il concetto di selezione naturale: l'insieme dei fattori che determinano la sopravvivenza di alcuni organismi rispetto ad altri, all’interno di una data popolazione.
Tale concetto, giocando con la fantasia, si può traslare anche al mercato immobiliare: infatti ci sono dei fattori che analogamente alle considerazioni del naturalista inglese hanno determinato, o meglio determinano, una sorta di selezione anche per quanto riguarda gli immobili, favorendo il trend positivo di alcuni e diciamo "sfavorendo" alcune tipologie.
Le caratteristiche della domanda immobiliare negli ultimi tempi si è rivelata più selettiva rispetto al passato, con standard qualitativi sempre più elevati.
La richiesta abitativa oggi è alimentata prevalentemente da chi ha necessità di acquistare l’immobile, come prima casa o come casa di sostituzione ovvero “migliorativa”, essendo diminuita la domanda per investimento e quella da parte degli extracomunitari, meno attenta alla qualità dell’immobile.
Proprio l’insieme di questi elementi ha comportato una “selezione naturale” da parte del mercato immobiliare che ha così premiato le abitazioni più vicine alle esigenze degli acquirenti.
Ma quali sono queste esigenze?
Innanzitutto è necessario precisare che quando si parla di qualità non ci si riferisce solamente alle tipologie signorili o di pregio.
Le caratteristiche che hanno facilitato la compravendita negli ultimi mesi del 2007 e nei primi dell'anno in corso sono state e sono la presenza del box o del posto auto, la vicinanza ai mezzi di trasporto, il posizionamento ai piani alti, la luminosità, la presenza di balconi o terrazzi (l’esigenza di sfoghi esterni è in crescita) e di riscaldamento autonomo, oltre all’inserimento dell’immobile in contesti abitativi medio-piccoli, il posizionamento in strade poco trafficate e tranquille, la disposizione degli spazi interni.
Ma è emerso anche un altro aspetto di rilievo: l’attenzione allo stato di conservazione dell’immobile.
Infatti nelle grandi città si è registrata una migliore tenuta delle soluzioni ristrutturate o nuove e in parte anche delle tipologie usate ma in buono stato.
Una delle preoccupazioni espresse dai potenziali acquirenti è legata al sostenimento di eventuali spese di ristrutturazione per il timore di non riuscire a quantificarle, in maniera accurata, sia in termini di importo che di durata.

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venerdì, luglio 11, 2008

Ristrutturo casa con l’inquilino dentro?!

Vorrei un parere sul seguente argomento: ho intenzione di acquistare un vecchio appartamento occupato da un signore che vive da solo. Se dopo l'acquisto ottengo la concessione edilizia per eseguire i lavori per potere andare ad abitare (attualmente vivo in affitto), l'inquilino deve lasciare l'abitazione in tempi ragionevoli o può opporsi? Grazie.

Risponde l’avvocato G. in Monza.
Gentile cliente purtroppo nel quesito non indica che tipo di contratto di locazione è stato sottoscritto dal signore che attualmente occupa l'immobile né da quanto tempo è iniziata la relativa locazione.
Ad ogni modo, se il contratto di locazione è il classico 4+4 la legge prevede che il contratto deve avere una durata di anni quattro e che decorsi i quali il contratto è automaticamente rinnovato di altri quattro anni (ART 5 l. 9 DICEMBRE 1998 N. 431).
Alla scadenza del secondo rinnovo ciascuna delle parti può attivare la procedura di disdetta o rinnovo ad altre condizioni comunicando la propria intenzione all'altra parte almeno sei mesi di anticipo a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
La legge prevede inoltre che il locatore, nel caso in cui egli debba adibire l'immobile a propria abitazione, ovvero l'immobile si trovi in uno stato in cui è necessario eseguire la ristrutturazione, può avvalersi della facoltà di disdetta del contratto decorsi i primi quattro anni.
Tuttavia quando il locatore intende vendere l'immobile a terzi, come nel caso da Lei sottopostomi, e non abbia la proprietà di altri immobili ad uso abitativo oltre a quello adibito a propria abitazione, al conduttore è riconosciuto il diritto di prelazione sull'immobile locato.
Con la prelazione, da farsi con modalità espressamente disciplinate dalla legge ( artt 38 e 39 della Legge n. 392 del 27 luglio 1978) il locatore comunica al conduttore la propria volontà di trasferire a terzi a titolo oneroso l'immobile locato e il conduttore potrà decidere di acquistare l'immobile al prezzo stabilito dal locatore nella comunicazione di cui sopra.

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Scegliere casa? Ecco i giusti criteri

Quali sono i criteri per la valutazione di un immobile?
L'ubicazione gioca un ruolo fondamentale: le zone centrali in genere hanno maggior valore di quelle semiperiferiche o periferiche, anche se vi sono particolari situazioni in cui questa "legge" non vale.
La vicinanza ad infrastrutture, fermate di mezzi pubblici e la possibilità di parcheggiare l'auto sono requisiti fondamentali per la valutazione dell'immobile.
Definita la zona restano da valutare le condizioni in cui è l'edificio. Di solito gli immobili sono divisi in tre fasce: nuovi, quando hanno meno di dieci anni o sono stati sottoposti a radicali lavori di ristrutturazione, recenti, con meno di 35 anni e vecchi.
Aspetto importantissimo è la valutazione della superficie e degli spazi sfruttabili. Infatti la valutazione della superficie è misurata in metri quadri commerciali, ma realmente bisogna verificare quanta superficie si possa effettivamente utilizzare: una casa di 100 mq. con 30 mq. inutilizzabili non potrà avere la stessa stima di un effettivo 100 mq.
Nel caso si tratti di un appartamento diventano fondamentali la cura dell’esterno e il pregio dei materiali utilizzati per le parti comuni oltre ad i servizi accessori. Il piano è un fattore decisivo: in linea di massima il valore di un appartamento sale con il salire di piano. Ci sono però due eccezioni alla regola.
La prima, quando l’edificio è privo di ascensore. In questo caso per ogni piano dopo il secondo il valore decresce drasticamente. Il secondo, quando la casa affaccia su un bel giardino o addirittura su un parco condominiale: i piani bassi non perdono valore rispetto a quelli più alti. Sempre per rimanere in tema di "vista", l'affacciarsi su un giardino o, a un piano alto, la possibilità di vedere liberamente i tetti delle altre case sono aspetti che hanno il loro valore nelle case in condominio.
Nelle case indipendenti, poi, la possibilità di godere di una vista panoramica da solo può determinare (quando il panorama è veramente bello) per il 50% il valore della casa. Scuole, uffici pubblici, banche nelle vicinanze sono fattori di apprezzamento mentre oggi appare meno importante la vicinanza di negozi.
Di riguardo anche la questione box auto: il suo valore dipende dal numero di auto che vi possono trovare asilo. Inoltre si tiene conto della facilità di accesso, della possibilità di ospitare oltre all’auto anche una moto, e, per i parcheggi interrati, anche del piano: più questo è basso meno vale il box.

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mercoledì, luglio 09, 2008

Case certificate: previsti sgravi e sconti fiscali

Certificazione energetica? Un'espressione sulla bocca di tutti. Ma che cosa è realmente?
Si tratta di un documento attestante il valore di consumo energetico del sistema edificio-impianti, che assegna ad un edificio o ad un appartamento, formalmente e per la durata di dieci anni, una classe energetica di appartenenza in funzione del consumo dell’immobile.
Se vogliamo trovare un semplice e quanto mai attuale paragone si deve avere come riferimento il mercato automobilistico.
Una casa a basso impatto ambientale sarà paragonabile ad una autovettura Euro4 mentre una casa ad alto impatto ambientale sarà una auto definita Euro0.
Va sottolineato che al momento l’esito della valutazione non ha alcuna implicazione in termini fiscali: non esistono quindi maggiorazioni ICI per le case che consumano di più e non esistono sgravi per le case che consumano di meno.
Si tratta di un’opera di censimento del patrimonio immobiliare che deve essere eseguita, secondo determinate tempistiche, solo da professionisti abilitati dalla Regione di competenza. Lo scopo è di sensibilizzare le popolazione ad un uso razionale delle risorse, mirando a migliorare l’efficienza del sistema edificio-impianti attraverso il suggerimento di interventi di riqualificazione energetica, oggetto ad oggi di una detrazione del 55% sul reddito IRPEF.

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Mutui: la rata non si fissa

Arrivare a fine mese ultimamente sta diventando una vera e propria impresa per molte famiglie italiane: uno dei principali fattori è l'aumento dei tassi dei mutui.
Varie sono le tipologie di finanziamento. Ma perché gli istituti di credito propongono mutui a rata fissa e tasso e durata variabili? A variare non è la rata, con le immaginabili difficoltà di pagamento in caso di aumento per chi ha stipulato il contratto, ma la durata del mutuo che si allungherà o si abbrevierà di conseguenza alle variazioni di tasso.
Tuttavia pochi sanno che la garanzia della rata bloccata non è assoluta, anche perché di questo dettaglio, peraltro non trascurabile, si fatica a trovare traccia perfino nei fogli informativi degli istituti di credito. Il problema nasce dal fatto che le banche non ammettono in nessun caso la crescita del debito.
Ciò significa che se a causa dell'aumento dei tassi la rata "fissa" non fosse più in grado di rimborsare tutti gli interessi maturati, essa aumenterà comunque.
Altrimenti la conseguenza sarebbe un aumento del debito, peraltro di ben difficile amministrazione, considerato il divieto per le banche di percepire interessi sugli interessi. Alcuni contratti pongono inoltre dei confini all'estensione massima della durata, prevedendo che la rata venga automaticamente adeguata in caso di potenziale superamento del limite.
Insomma la rata è fissa sì, ma solo fino a un certo punto!

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sabato, luglio 05, 2008

Mutui: garantisce il Comune


Il mutuo diventa insostenibile? Niente paura: il Comune arriva in soccorso.
Chi accendendo un mutuo per l'acquisto della prima abitazione si trovasse in difficoltà nel pagamento delle quote mensili, non vedrebbe più sottrarsi l'abitazione dagli istituti creditizi. Sembrerebbe un'utopia, invece è realtà: l'Assessorato alla Casa della Città di Torino sta predisponendo una delibera attraverso la quale il Comune potrà fungere da garante per i giovani, minori di 35 anni e con un lavoro precario, che decidono di accendere un mutuo.
La garanzia offerta alle banche dall’Amministrazione comunale prevede che, qualora l’intestatario del mutuo non fosse più in grado di pagare, il Comune diventi proprietario dell’appartamento che sarà poi affittato, a prezzi popolari, agli stessi giovani.
A Milano invece il Comune ha stanziato un fondo di 1 milione di euro per garantire la copertura assicurativa durante i periodi di disoccupazione involontaria dei lavoratori a cui verrà concesso il mutuo.
Le interruzioni di pagamento potranno coprire 3 diversi periodi di massimo 6 mesi ciascuno per un totale di 18 mesi.
Il lavoratore dovrà documentare la perdita dell’impiego e potrà poi sospendere la prima volta il pagamento per un massimo di 6 rate mensili consecutive, prolungando automaticamente la durata del mutuo, senza penali o costi aggiuntivi di rinegoziazione.
La copertura assicurativa da parte del Comune verrà concessa esclusivamente per le richieste di mutuo di durata compresa tra i 20 e i 30 anni e di un importo finanziabile fino a 200 mila euro.

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venerdì, luglio 04, 2008

Il mercato della casa è andato in bolla?

Scoppia o non scoppia questa bolla immobiliare? Caratterizzata da un rapido aumento dei prezzi immobiliari che si portano a livelli insostenibili in rapporto ai redditi medi o ad altri parametri economici, la bolla è seguita da rapide e consistenti diminuzioni dei prezzi immobiliari.
In Italia i prezzi degli immobili sono sicuramente scesi, ma nella penisola la bolla immobiliare probabilmente non scoppierà mai. Perché? Il mercato si è fermato, è vero.
Vive una situazione di stabilità come ha evidenziato recentemente il Borsino Immobiliare.
Il 2008 sarà caratterizzato da una flessione del numero delle compravendite, dovuta al fatto che i prezzi, anche se in leggero calo (al di sotto del 2%), rimarranno insostenibili per la maggior parte dei cittadini italiani, visti i redditi bassi e destinati purtroppo a rimanere tali.
Soprattutto nei centri cittadini le quotazioni sono altissime e solo pochi possono permettersi di acquistare un appartamento.
In questo momento, l'offerta supera di gran lunga la domanda, così facendo gli immobili non possono più essere venduti a prezzi gonfiati, sia dai proprietari sia dagli agenti immobiliari, impossibilitati a sopravvalutare il mattone come avveniva fino a poco tempo fa.
Se l'immobile viene valutato più del suo reale valore sarà molto difficile immetterlo nel mercato, visti gli stranoti problemi economici che affliggono gli italiani, per non parlare dell'impennata dei tassi dei mutui.
Non scoppia la bolla ma il mercato è "in bolla", vale a dire in equilibrio. Gli immobili verranno venduti al prezzo reale di mercato, senza "gonfiarne" il costo. Da un lato tutti gli elementi raccolti fanno prevedere che per gli affitti ci sarà un aumento di riguardo del numero dei contratti, per effetto dei nuovi tassi, che hanno reso la scelta della locazione competitiva rispetto alle rate dei mutui.
Il 2008 sarà quindi caratterizzato dalla “voglia di affitto” e, in molti casi, dalla “necessità di affitto”.
Di conseguenza i canoni, stabili da tempo, sono previsti in crescita. Allora investire nel mattone non è più un'idea azzeccata? Nonostante il mercato viva un momento di equilibrio, quello immobiliare rimane l'unico metodo per chi vuole far rendere il proprio denaro, almeno in Italia.
Come a dire il mattone sarà sempre competitivo se non ha competitors...
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giovedì, maggio 08, 2008

Squilli di tromba,
il mercato immobiliare risale a Milano


La nuova frontiera del mercato immobiliare a Milano? Una sorta di “franchising” della prostituzione. Una rete con decine di appartamenti in affitto, apparentemente insospettabili ma in realtà a luci rosse, frequentati da migliaia di clienti appassionati di sesso estremo.
È quanto emerge da un’indagine appena conclusa, a Milano, dalla Polizia, che ha portato alla denuncia di 18 persone e al sequestro di 12 abitazioni oltre a una quantità di oggetti dall’uso inequivocabile.
Gli agenti di Polizia, hanno potuto eseguire solo verifiche a campione, perquisendo in tutto una cinquantina di appartamenti.
In 42 casi le ragazze hanno ammesso di prostituirsi liberamente.
Ma gli appartamenti che venivano gestiti dalle agenzie immobiliari coinvolte nell’inchiesta,
nel capoluogo lombardo e nell’hinterland, erano quasi 300. «Quanto scoperto è solo la punta dell’iceberg - ammette uno degli investigatori - A Milano questo genere di agenzie si stanno moltiplicando a vista d’occhio».
Le immobiliari gestivano (per conto di proprietari ignari dell’uso che ne veniva fatto) in tutto quasi 300 appartamenti.
Il sistema era semplice: l’agenzia, spesso grazie all’ intermediazione di un geometra quarantenne, incensurato e sposato con una prostituta straniera con precedenti, reclutava le ragazze, tutte dell’Est e giovanissime, che venivano collocate negli appartamenti.

Gli immobili hanno in comune molti elementi, si tratta di monolocali e bilocali affittati a prezzi eccessivi, una media di 1.500 euro, con contratti che non riportavano mai il nome dei locatari,
i quali, ovviamente, percepivano poi dall’agenzia un affitto molto inferiore, talvolta meno della metà.. Gli appartamenti non avevano l’elettricità, ma erano illuminati da candele e gli indirizzi erano pubblicizzati tramite due riviste specializzate e un noto quotidiano di annunci, i messaggi erano del tipo... massaggiatrici abili in giochi d’ogni tipo, etero, bisex, trans, sadomaso e quant’altro la fantasia dei clienti richiedesse.
Uomini prevalentemente agiati, dato che le tariffe partivano da duecento euro e arrivavano a superare i duemila. Professionisti e impiegati che nell’intimità e nella riservatezza di un appartamento gradivano travestirsi da donna, farsi frustare, partecipare a giochi particolari, assistere a spettacoli hard, magari fatti da altri clienti e prostitute.
Sono stati denunciati anche i cinque conduttori delle agenzie, una delle quali piuttosto nota.
Erano intestatari di alcuni degli appartamenti dove le prostitute esercitavano.
Un appartamento di quelli sequestrati, ad esempio, era attivo da dieci anni, dentro, nell’abitazione, i poliziotti hanno trovato una camera da letto con un bagno-palcoscenico per fare la lap dance nella vasca mentre il cliente si intratteneva con un’altra prostituta.
Il giro, che andava avanti da anni, fruttava ai gestori delle agenzie decine di migliaia di euro
al mese che venivano reinvestiti anche nell’acquisto di altri immobili.
Uno degli indagati ne aveva comprati una ventina tra Milano e l’hinterland.

mercoledì, aprile 30, 2008

Facciamo vedere ai lettori di che pasta siamo fatti


In America è scoppiata la bolla edilizia, gli aspetti più preoccupanti della crisi immobiliare statunitense non derivano dal crollo delle vendite, o dal calo dei valori, ma dalla stretta creditizia innescata dai 2 trilioni di dollari di subprime a rischio.
Mentre in Eurolandia i prezzi degli immobili hanno mostrato una moderazione della dinamica dei prezzi, in Italia il costo delle abitazioni è rimasto in linea con quello registrato nel 2007, a scattare la fotografia sul settore immobiliare è la Banca Centrale Europea.
Per il 2008 la crescita dei prezzi sarà in termini reali quasi azzerata: l'aumento sarà in linea con l'andamento del tasso di inflazione.
Nell’ultimo decennio il mercato immobiliare si è sviluppato esponenzialmente per volumi d’affari, stabilità della domanda, allargamento della fascia d’acquisto, modifica delle motivazioni alla compravendita e predisposizione alla mobilità della popolazione.
Da fenomeno ciclico, smentendo se stesso e ogni previsione, il mercato immobiliare, si è tramutato in fenomeno a ciclo continuo, è nata l’industria immobiliare... Dopo il ciclo positivo dell’economia mondiale (‘96 - ‘01) in cui l’immobiliare si è rimesso in moto, e il ciclo negativo (01’ - ‘04) in cui nel villaggio globale il mercato ha mantenuto le attese di bene rifugio, si è innescato un nuovo processo. Il fenomeno si è appalesato soprattutto negli Stati della nascente Unione europea, complice il bisogno di stabilità della nuova moneta e l’inevitabile abbassamento della BCE del costo del denaro per far ripartire l’economia.
La trasformazione della percezione dell’immobile da bene precipuo, quindi “immobile”, a prodotto del meccanismo “complesso” di un nuovo processo industriale che presuppone lo scambio e quindi la “mobilità” del bene e non necessariamente delle persone che lo posseggono, è la nuova realtà. Oggi tutto questo è possibile e porta con sé elementi di forte stabilità a patto che i soggetti dell’intero "establishment" ne siano consapevoli, fortemente motivati e preparati. Queste le “nostre” premesse per una nuova analisi al di là della schizofrenia di questi ultimi mesi sulla stampa quotidiana italiana che un giorno induce l’ignaro lettore all’acquisto di un immobile e due settimane dopo lo spinge alla vendita immediata paventando disastrosi crolli.
Eccessi tipici della stirpe italica, eppure il nostro Bel Paese più di altri, soprattutto nell’Ue, è fatto in gran numero di piccole e medie imprese e di una proprietà privata storicamente molto diffusa.
Questi elementi dovrebbero far meditare circa la tenuta della “struttura” immobiliare senza tener conto che nell’ultimo quarto di secolo, al di là dei titoli di Stato, il risparmio gestito ha brillato sì di iniziativa ma ha quasi sempre tradito pesantemente le aspettative dei risparmiatori. È quindi comprensibile la sfiducia della maggioranza degli italiani che non hanno nessuna voglia di investire.
E oggi? Dopo un'epoca in cui qualunque tipo di offerta immobiliare risultava appetibile, l'innalzamento dei tassi di interesse ha reso più selettiva la domanda, qualunque sia la sua disponibilità di spesa. La differenza oggi la fa l'acquirente, ma questo non significa necessariamente che sia un male.
Anni di crescita indiscriminata hanno impedito lo sviluppo di una logica di investimento. Che fare per gli operatori? Occorre tornare al lavoro delle costruzioni e intervenire su quanto è già costruito seguendo il percorso della valorizzazione.
Oggi il mercato si fa più selettivo, ma il mattone è sempre a galla.

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giovedì, marzo 16, 2006

Beautiful all'italiana


L'ultimo grido è accendere un mutuo, anche per chi possiede risorse economiche di cui vantarsi. Grazie a tassi d'interesse particolarmente bassi, l'indebitamento non è più vissuto negativamente dalle fasce di clientela benestanti.

La tendenza riguarda il mercato "affluent" in Italia, cioè quello dei clienti delle banche il cui patrimonio è compreso tra 100 mila e 750 mila euro. Non esattamente quello che si può chiamare una difficoltà finanziaria. Eppure i fan dell'indebitamento sono in aumento. Il 15% della clientela retail rientra nell'affluent.

L'identikit di questo tipo di soggetti mostra che il 30-40% è multibancarizzato e rappresenta una bella fetta del prodotto bancario lordo (un miliardo e mezzo di euro di patrimonio, pari al 60%). II 70% del loro patrimonio è investito in risparmio gestito (circa il 45%) e in titoli (circa il 25% ). I clienti affluent producono una redditività media per le banche di circa 98 basis point per anno, mentre gli impieghi pesano per oltre il 2%.

La preferenza per il finanziamento nasce dal fatto di non voler disinvestire il patrimonio per far fronte alle più varie esigenze: dall'acquisto di un appartamento al pagamento di un master per i figli. Prima era quasi un'offesa offrire prodotti di finanziamento a questo tipo di clientela ora, se non si modifica lo scenario dei tassi, è visto come un'opportunità per non intaccare il patrimonio già investito.

Secondo la relazione annuale della Banca d'Italia è aumentata la tendenza all'indebitamento lordo, ma su livelli ancora inferiori a quelli di altri paesi Ue. Spicca il significativo incremento del prestito collegato all'acquisto di beni di consumo (credito al consumo finalizzato). La dinamica della maggiore propensione all'indebitamento si spiega soprattutto con lo scenario favorevole dei tassi di interesse rispetto alle performance degli investimenti e con un livello di reddito familiare in calo in termini di potere di acquisto rispetto agli anni passati.

L'investimento immobiliare a fini di reddito assume sempre maggior valore per la clientela affluent. Infatti si incrementa significativamente la percentuale di acquirenti di immobili già proprietari di prima casa: +11 e +1.5% rispetto al 2004. ll livello dei tassi di interesse sui mutui, la maggiore specializzazione dell'offerta e le nuove forme di finanziamento per l'acquisto dell'immobile, leasing immobiliare, favoriscono l'investimento diretto in immobili, anche come forma di di versificazione della propria asset allocation.

Ma i finanziamenti non vengono utilizzati solo per l'acquisto di case. Secondo l'Assofin nell'ambito del credito al consumo sono stati superati nel 2005 i 45 miliardi di euro, mettendo a segno un +14% rispetto al 2004. E' chiaro che nel caso della clientela affIuent, il finanziamento non è rivolto all'acquisto di televisori ma a soddisfare esigenze più sofisticate. Come supportare l'avvio dell'attività professionale dei figli o finanziare un corso di studi in qualche università straniera.

martedì, marzo 14, 2006

Assicuràti...che il mutuo sia assicurato


Una scelta su cui riflettere bene quella del mutuo, ma anche un investimento. In un periodo in cui gli affitti sono sempre più salati, sono in tanti a credere che forse l'acquisto sia la best solution.

Grazie all'allungamento delle durate, è possibile trovare mutui con rate "contenute", inferiori al costo di una mensilità di affitto. Una maggior "disponibilità" al rischio? Negli ultimi anni abbiamo assistito a un'inversione di tendenza che ha visto la domanda di mutui a tasso variabile scavalcare quella dei mutui a tasso fisso. Solitamente si ritiene che la scelta tra le due possibilità sia direttamente legata alla propensione al rischio dell'aspirante mutuatario, ma non sempre è così.

Secondo gli operatori del settore sono due, in particolare, le cause di questo fenomeno: il costo del denaro che ha raggiunto i minimi storici e che solo negli ultimi mesi sta risalendo (manovre Bce docet), e un rapporto rata/reddito che ha portato molti a scegliere il variabile perché con il tasso fisso la somma che la banca era disposta a elargire non era sufficiente. Una banca è solita concedere un mutuo se la rata è pari a un terzo del reddito, e, posto che la rata del fisso è superiore quella del variabile, per molti la scelta non è stata una scelta.


Tutelarsi in altro modo.
Esistono però le assicurazioni per cautelarsi contro l'imperscrutabilità del futuro e sono molte le banche che propongono coperture assicurative atte a tutelare quello che per molti è l'investimento (con la i maiuscola) della propria vita. Purtroppo la necessità di sintesi e di rimanere all'interno di un preciso spazio non consente di esaminare in dettaglio la copertura di ogni singola assicurazione ed è necessario un attento studio del contratto assicurativo per sapere contro quali rischi è possibile tutelarsi. Vero è che molte banche consentono un pagamento dilazionato del premio per evitare che l'accensione del mutuo, la fase di maggior "dolore" per il cliente, si riveli una strada eccessivamente gravosa e quindi non percorribile.


L'assicurazione è obbligatoria.
Per legge l'immobile acquistato e dato in garanzia alla banca deve essere assicurato almeno contro incendio e scoppio (eventi che, fortunatamente non si verificano, se non molto raramente) con costi anche molto diversi tra loro; sono pochi i casi in cui quest'onere non viene fatto gravare sul cliente. Di regola l'assicurazione incendio e scoppio ha una copertura proporzionale. Questo vuol dire che che se la casa comperata oggi (e che vale 100) si incendia tra 10 anni (quando la casa vale il doppio) l'assicurazione considera il valore originario della casa (cioè 100). L'alternativa, che riconosce alla casa il valore che questa ha al momento della "sciagura", viene di norma chiamata a "primo rischio assoluto".


Le assicurazioni facoltative. La maggioranza degli istituti offre l'assicurazione Vita. Alcune banche propongono nei loro pacchetti (come se non bastassero incendi e disgrazie connesse) anche una tutela contro la perdita del posto di lavoro, rischio che, secondo gli analisti, è destinato a diventare "più probabile di un tempo".
Insomma, assicurazione un po' per tutti i gusti e per tutti i rischi, sperando di non doverne mai avere necessità.

Berlusconi fa il cinema a Milano


Una cerimonia in pompa magna per l'inaugurazione dei lavori per la Città del cinema lombardo, che nascerà nell’area dell’ex Manifattura tabacchi a Milano.
Presenti il premier Berlusconi, il vicepremier e ministro dell’Economia Tremonti, il leader della Lega Bossi, Bobo Maroni, il presidente della Regione Formigoni, il sindaco Albertini e diversi consiglieri e assessori regionali. In un’area di 80.000 metri quadrati nasceranno un centro sperimentale di cinematografia, fiction e pubblicità, un polo di conservazione studio e fruizione del patrimonio documentario del '900 milanese e una cittadella per studenti.
“La cinematografia a Milano era aspettata da tanto tempo, adesso la Casa delle Libertà gliel'ha regalata - hanno detto all’unisono Berlusconi e Bossi – È un regalo importante perché potremo raccontare la nostra storia. A parte i posti di lavoro che crea la cinematografia è importante per raccontare la cultura e le idee di un popolo. Questa è una cosa che vedremo nel tempo quanto varrà. E, secondo me, varrà molto”.
“Promuovere il cinema significa innanzitutto valorizzare il nostro capitale più prezioso, quello per il quale la Lombardia è più conosciuta nel mondo: la creatività” ha detto Formigoni alla posa della prima pietra (virtuale) della Città sperimentale di cinematografia.
La formazione è sicuramente il cuore di questo progetto: l'investimento sulla persona, la trasmissione della conoscenza e delle competenze rappresentano l'investimento più importante per lo sviluppo anche in questo settore. Il presidente lombardo ha ricordato che la Regione finanzierà interamente il progetto con 8 milioni di euro.
Questi i peana dei politici. Attori e registi però frenano. Il loro portavoce è il mitico Jerry Calà, il famoso allenatore di Bud Spencer, nel divertentissimo Bomber: “Ma perché il cinema arrivi davvero a Milano, bisognerebbe avere strutture per la produzione. Possiamo augurarci che la scuola sia un primo passo verso un obiettivo più ambizioso”. D’accordo su questo punto Paolo Vari, autore e regista, di “Fame chimica”. “Nella crisi del cinema a Milano c’è una corresponsabilità di pubblico e privato”.
La Città del Cinema, infine, fa parte di un’operazione che sull’area dell’ex Manifattura porterà case sul 50% della superficie e un ipermercato nel restante 20%.

mercoledì, marzo 01, 2006

Quanto costa l'atipico


Nell'anno appena trascorso i lavoratori "atipici" interessati ad accendere un mutuo hanno iniziato a trovare diritto di cittadinanza presso le banche italiane. Con qualche prodotto ad hoc e tassi non sempre convenienti. Questo perchè prestare denaro a un Co.co.pro è ovviamente più rischioso rispetto a un lavoratore assunto a tempo indeterminato. E la copertura di questo rischio avviene con la richiesta di interessi più elevati e l'accensione di polizze assicurative. Ma interessi più elevati di quanto? Si prenda come esempio un mutuo di 100mila euro da ripagare in 20 anni. Tra le offerte migliori a tasso fisso per i lavoratori "tradizionali" c'è il 4,82% di Mutuo Arancio e il 4,85% di Banca Woolwich , che per l'atipico offre invece il 5,70%: una maggiorazione del 17,5%. Migliore l'offerta di Banca di Roma, la prima ad accorgersi degli atipici, che propone un tasso fisso sui 20 anni del 5,12%. Discorso simile sul variabile. Tra i migliori c'è ancora Ing con il 3,44% e il 3,49% di UniCredit Banca per la Casa con Basic Web. Contro, per esempio, il 4,69% Ge Money Bank, superiore del 36,3% sul migliore variabile. Ma quanto vale il mercato dei mutui per questa "classe" di lavoratori? La domanda potenziale di lavoratori e immigrati sui mutui casa - tra cinque anni un esercito di almeno 9 milioni di persone - potrebbe garantire in Italia un indotto di 35 miliardi di euro di nuovi flussi cumulati nel periodo 2006-2010. Un numero non da poco, anche se sarebbe opportuno quantificare quanto le banche rischiano in più prestando soldi ai lavoratori atipici. I numeri sembrano dare ragione alle banche stesse. La perdita attesa per i segmenti normali del mercato dei mutui che fanno riferimento a clienti con contratti a tempo indeterminato è pari allo 0,3 per cento. Sugli atipici e gli immigrati questo valore quadruplica all'1,2 per cento. Significa allora che per queste categorie sarebbe giustificato un tasso maggiorato del 300%? Attenzione: il prezzo applicato a un prodotto creditizio ha due componenti: il costo di base del finanziamento, che fa riferimento ai tassi interbancari e che rimane identico per tutti, e poi il costo del credito collegato al rischio implicito. Ebbene, solo parlando di questa ultima componente è giustificato un tasso più elevato. Quindi 4 volte più caro, stando a queste stime. Nel pedigree del buon lavoratore a tempo determinato, qualora questo chiedesse un mutuo, devono esserci poi alcune caratteristiche sulle quali non è possibile derogare: per esempio non superare i 35 anni di età, avere un contratto in essere al momento della richiesta del mutuo e aver lavorato per almeno 18-36 mesi.